le fiabe e le leggende

 

 

 

Il Braciere

 

 

Calabria

 


 

Quando ero piccolo i miei nonni mi raccontavano delle favole. Ora questa tradizione va scomparendo perché con la tecnologia i bambini possono ascoltare le favole attraverso la televisione o attraverso i dischi su cui sono stare incise le storie.

La favola che segue è una delle tante raccontate dai miei nonni.

 


 

C’era una volta una famigliola composta da mamma, papà e tre figli. La mamma stava sempre a casa e il papà era un contadino. Quando tornava a casa, a volte, portava la legna che veniva conservata per l’inverno. La sera stavano tutti insieme a chiacchierare e nelle sere d’inverno si riunivano attorno al braciere per scaldarsi. Col passare degli anni i ragazzi crebbero, ma prima di aver raggiunto la maturità rimasero orfani.

 

Si trovarono a dover affrontare la vita senza l’aiuto dei genitori e spesso erano in difficoltà economiche perché non erano capaci di procurarsi il necessario per vivere.

 

Quando qualcuno del paese chiedeva loro come stavano, i ragazzi si vergognavano e non volendo che la gente sapesse quanto erano in difficoltà, rispondevano così: «quando c’erano i genitori andavamo indietro, mentre ora andiamo avanti». Così rispondendo davano l’impressione di stare discretamente bene e la gente si congratulava con loro, non conoscendo la verità.

In realtà i ragazzi volevano dire che quando c’erano i loro genitori andavano indietro perché il fuoco emanato dal braciere era così intenso che si dovevano allontanare per non bruciarsi, adesso andavano in avanti perché il fuoco era tenue da doversi avvicinare di più per scaldarsi.

 

Andrea Monorchio (xx)

 

 

 

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