Io e l'economia

 

 

La borsa e il mercato

 

a cura di Ivan Zanardo, Marco Bragato, Federico Biffi

 

  

Indice

 

1° parte : definizione di borsa

2° parte : cos’è un mercato; i tipi e le forme di mercato

3° parte : le imprese in senso economico

 

 

 

LA BORSA

 

                

 

La borsa è un mercato organizzato in cui si svolgono regolari affari commerciali, sono negoziati capitali cioè valori, merci e servizi.

La borsa si differenzia in due tipologie: borsa valori e borsa merci.

La borsa valori è il mercato per la vendita e l’acquisto di titoli di società e di amministrazioni pubbliche.

La seconda tratta affari in merci e servizi (noli e assicurazioni).

 

La borsa italiana è una società privata che, dal 1998, gestisce i mercati immobiliari italiani.

La sua attività è quella di negoziare con il fine di agevolare gli incontri tra domanda e offerta.

I mercati della borsa valori sono seguiti da tre organi che sono la CONSOB, la Banca d’Italia e il Consiglio di Borsa.

La CONSOB (Commissione nazionale per le società e la borsa ) opera un sistema di vigilanza sui mercati regolamentati.

Il suo compito è quello di assicurare il regolare svolgimento delle negoziazioni e la difesa degli investitori.

Il ruolo della Banca d’Italia è quello di amministrare il funzionamento del servizio di bilanciamento e “del servizio di liquidazione dei contratti conclusi sui mercati ufficiali”.

L’organo che si occupa dell’organizzazione e delle trasformazioni in atto sui mercati ufficiali è il Consiglio di Borsa.

Riassumendo, si può dire che la borsa valori di Piazza Affari svolge tutte le attività organizzative, produttive, commerciali e promozionali per assicurare la competitività e lo sviluppo dei mercati da essa gestiti.

La concorrenza alle borse valori tradizionali si è intensificata anche per la comparsa dei nuovi sistemi di scambio computerizzati, che riducono i costi di transizione ed evitano alcune delle inevitabili regole imposte dalle borse valori convenzionali.

 

 

IL MERCATO

 

                    

 

Il mercato è l’insieme delle operazioni di contrattazione e di scambio, vendita da una parte e acquisto dall’altra, di beni e servizi.

Nel sistema di libero mercato a formare i prezzi dei beni concorrono tutti i produttori dello stesso bene e tutti i consumatori.

Il vero prezzo di mercato di un bene è determinato dall’incontro tra domanda e offerta.

Questo prezzo prende il nome di prezzo d’equilibrio.

Seconda la legge della domanda, quest’ultima tende ad aumentare con il diminuire del prezzo del bene, e viceversa.

Così come la domanda è il comportamento dei consumatori, l’offerta è il comportamento dei produttori.

L’offerta è la quantità di un bene che i produttori sono disposti ad immettere sul mercato ai diversi prezzi.

La legge dell’offerta stabilisce che la quantità di un bene o servizio posto in vendita tende ad aumentare all’aumentare del suo prezzo e, viceversa, tende a diminuire al diminuire del prezzo.

La legge che sintetizza questi comportamenti di compratori e venditori è la legge della domanda e dell’offerta la quale stabilisce che la quantità offerta varia a seconda del prezzo, e la quantità richiesta è variabile in funzione inversa del prezzo.

 

I mercati si suddividono in:

Si usa distinguere il mercato aperto in monetario (o dei crediti), che è l’insieme delle operazioni di contrattazione e di scambio di moneta e titoli di credito a breve scadenza, e in  finanziario (o dei capitali) in cui i fondi offerti e domandati sono a lungo termine (azioni e obbligazioni, negoziati propriamente nel cosiddetto mercato mobiliare, mutui a media e a lunga scadenza, ecc.).

Il mercato aperto si suddivide in monetario e finanziario.

Il primo è formato dalle negoziazioni dei capitali con una durata massima di 18 mesi.

Nel secondo la negoziazione può avvenire in periodi a media e a lunga scadenza.

Esistono delle forme e dei tipi di mercato.

Le forme di mercato sono:

- concorrenza perfetta: è presente un gran numero di venditori e di compratori, che devono essere liberi di entrare nel mercato per partecipare alle contrattazioni e devono avere la possibilità di conoscere il loro andamento e i prezzi che si sono formati sui beni. Inoltre, tutte le imprese di uno stesso prodotto devono produrre beni omogenei cioè, che non presentino alcuna differenza qualitativa e allo stesso costo di produzione.

- monopolio assoluto: vi è un solo produttore che determina la qualità e il prezzo della merce e sono presenti numerosi compratori.

- concorrenza monopolistica o imperfetta: i beni prodotti dalle imprese non sono omogenei e i costi di produzione sono differenziati in base alla capacità imprenditoriale dei soggetti operanti.

- oligopolio: è presente un limitato numero d’imprese capaci sia sui prezzi sia sulle quantità prodotte.

 

I tipi di mercato sono tre:

 

Titoli di capitale

  

Le azioni sono “titoli rappresentativi di quote di partecipazione al capitale di rischio delle società per azioni e società in accomandita per azioni”.

La quantità di azioni negoziata è unitaria.

Le azioni di quantità inferiore ai lotti minimi vengono dette spezzature e vengono negoziate nel Mercato delle spezzature recentemente istituito.

Nel quadro del diritto delle Comunità Europee pertanto il concetto di mercato comune corrisponde ad un complesso sistema giuridico i cui connotati essenziali sono: l'abolizione fra gli Stati membri dei dazi doganali, delle restrizioni quantitative all'entrata e all'uscita delle merci e di tutte le altre misure che abbiano un effetto equivalente; l'eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali (cosiddette «4 libertà»); l'istituzione di una tariffa doganale comune e di una politica commerciale comune verso gli Stati terzi; l'instaurazione di una politica comune nel settore dell'agricoltura e dei trasporti; la creazione di un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata da aiuti statali alle imprese e da pratiche restrittive.

 

 

L'IMPRESA

 

  

 

 

L’impresa è un organismo, in ambito economico, che intraprende iniziative dedite alla realizzazione di progetti finalizzati alla produzione di beni o servizi che, una volta venduti sul mercato, danno luogo al così detto profitto.

Il profitto, scopo finale dell’impresa, è uno degli elementi determinanti affinché la stessa possa rimanere attiva sul mercato; il così detto “rischio d’impresa” aggrega infine tutte quelle componenti che ne determinano o meno il successo: le risorse umane, il capitale, il marketing.

 

La moderna impresa nasce dall’evoluzione del sistema capitalistico in atto nel XIX secolo nei paesi occidentali, dove si svilupperà maggiormente l’impresa privata.

Nei paesi comunisti invece si sviluppa dapprima quella pubblica, facendo posto poi, con il deterioramento dell’ideologia comunista, alla privatizzazione delle imprese pubbliche.

 

Tra il XVII e il XIX secolo nascono le prime imprese per lo più di tipo individuale o familiare, che interagivano con un mercato molto diverso da quello attuale, il titolare dell’azienda, il cosiddetto imprenditore, conferiva direttamente il capitale necessario al funzionamento della sua azienda.

Oggigiorno le imprese sono radicalmente cambiate; ragioni storiche come il colonialismo prima, e la globalizzazione poi, hanno stravolto le vecchie regole di mercato; concorrenza, competizione, costi, costringono gli imprenditori a trovare altre soluzioni atte a permettere la sopravvivenza delle loro imprese.

Tale mutamento delle regole di mercato ha costretto le grandi imprese a trasformarsi, favorendo le aggregazioni, le fusioni, il ricorso alla quotazione in borsa.

Sono nati così i “colossi” industriali e commerciali a capitale privato, in grado di stabilire un controllo monopolistico sul mercato.

Essi costituiscono, insieme alle grandi imprese pubbliche (costituite da capitale pubblico) ed alle imprese a capitale misto (privato/pubblico) l’ossatura economica d’ogni Nazione.

 

Le imprese di tipo individuale o familiare non sono però scomparse; le piccole o medie imprese sono sopravvissute inserendosi in una nicchia di mercato a loro conveniente.

Stiamo parlando di tutte quelle attività economiche nelle quali rientrano gli esercizi pubblici (piccole attività commerciali), la ditta individuale o la piccola società (piccole e medie imprese): esse costituiscono ancora una buona parte delle attività economiche del nostro paese.

 

 

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salvino sagone

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